Caldaie a condensazione e isolamento termico

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Una domanda sulle caldaie a condensazione che a volte viene fatta è: "Quando non conviene installarle?". Quando cioè l'installazione di una caldaia a condensazione non apporta alcun effettivo risparmio energetico?

La risposta a questa domanda è che il più comune caso, ed in pratica l'unico reale caso in cui non vi è convenienza, è quando l'abitazione in cui si vuole installare la caldaia ha un isolamento termico scadente.

Per capire il perché bisogna avere presente il principio di funzionamento delle caldaie a condensazione, per il quale rimandiamo all'apposito articolo. Riassumendo in breve, possiamo dire che una caldaia a condensazione funziona sfruttando il calore del vapore, che nelle caldaie convenzionali viene invece sprecato. Per poterlo fare deve però funzionare il quanto più possibile a temperature vicine, meglio se più basse, di quella di condensazione del vapore, che è di circa 55 gradi. Più cioè l'acqua dell'impianto della caldaia è fredda, più il vapore si condensa e più la caldaia riesce a recuperarne il calore.

E' chiaro che per poter far funzionare un impianto di riscaldamento mantenendone l'acqua a bassa temperatura, è necessario un ambiente in grado di non disperdere troppo velocemente il calore prodotto all'esterno. E' quindi necessario un ambiente con un buon isolamento termico. Perché in un ambiente con un isolamento termico scadente succede invece che il calore generato viene subito disperso, senza potersi accumulare per far salire la temperatura ai livelli desiderati. In un ambiente del genere occorre quindi un impianto che funziona ad alte temperature, in grado di scaldare velocemente l'ambiente e di fornire immediatamente tutto il calore necessario perché la temperatura salga e rimanga ai livelli voluti.

Per questa ragione uno sfruttamento adeguato di una caldaia a condensazione diventa possibile quando i locali in cui viene utilizzata possiedono un sufficiente isolamento termico. In tale ambiente l'impianto di riscaldamento può funzionare a temperature basse, o comunque non particolarmente alte, e può quindi riuscire a recuperare se non tutto, almeno gran parte del calore del vapore, che diversamente andrebbe sprecato.

Di conseguenza la prima cosa da fare in una abitazione con un livello scadente di isolamento termico per aumentarne l'efficienza energetica, specialmente se situata in un clima rigido, non consiste nell'installazione di una caldaia a condensazione, ma nella realizzazione di appositi interventi di riqualificazione energetica, atti a migliorare l'isolamento dell'immobile. Può pertanto essere utile una veloce e sintetica panoramica di quelli che sono i principali interventi atti in tal senso suddivisi per area di intervento.

Il tetto

Isolamento termico tettoIl tetto è uno degli elementi che più contribuiscono alla dispersione del calore, tanto che attraverso esso può arrivare a disperdersi all'esterno il 30% del totale del calore disperso dall'intera abitazione.
Sul tetto è possibile intervenire sia sulle falde che nel sottotetto, qualora presente.
Un intervento di riqualificazione energetica del tetto è per diverse ragioni uno degli interventi più impegnativi, per questo deve essere deciso con particolare attenzione e affidato ad una azienda capace e di comprovata esperienza.

Le pareti

Isolamento termico di una pareteAssieme al tetto sono chiaramente le grandi responsabili della dispersione energetica dell'abitazione. In edifici vecchi e mal costruiti possono infatti contribuire addirittura al 40% della dispersione del calore totale.
Sulle pareti è possibile intervenire sia internamente che esternamente. Gli interventi esterni sono più difficili e laboriosi, in particolare se l'immobile presenta più piani, ma sono anche quelli che danno i risultati migliori. Sulle pareti generalmente si interviene predisponendo strati di materiale isolante che può essere di tipi diversi, come lana di vetro, polistirolo, schiume isolanti e altri materiali ancora.

 

Il pavimento

Isolamento termico del pavimentoQuando male isolato è responsabile di circa il 15%-20% della dispersione del calore. Un intervento sul pavimento di solito implica lo smantellamento del manto di piastrelle e del massetto per poi posizionare direttamente sulla soletta degli elementi di materiale isolante o uno strato di schiuma autoindurente su cui vengono collocati i tubi del riscaldamento alla fine poi ricoperti dal nuovo massetto e sopra esso dalle mattonelle.

 

Gli infissi

Isolamento termico infissiSe vecchi e mal costruiti possono arrivare a dare un consistente contributo alla dispersione del calore, anche se di solito inferiore a quella degli altri elementi appena visti. L'intervento meno impegnativo che non implica alcuna reale ristrutturazione, ma che in certi casi può essere molto utile è quello dell'impiego delle note guarnizioni e spazzole antispiffero. I risultati migliori si ottengono comunque con una sostituzione degli infissi esistenti con infissi dotati di apposite giunture antispiffero e anche con l'impiego di doppi o tripli vetri.

 

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