Radiatori e pannelli radianti per le caldaie a condensazione: soluzioni disponibili

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Radiatori e pannelli radianti per le caldaie a condensazione: soluzioni disponibili

In questo articolo sono prese in considerazione e confrontate le diverse tipologie di radiatori e pannelli radianti utilizzabili con le caldaie a condensazione. Chi non lo avesse già fatto, e volesse un approfondimento sui termini e concetti utilizzati di seguito, può leggere l'articolo di introduzione all'argomento: "Radiatori e pannelli radianti per le caldaie a condensazione: introduzione".
 

Termosifone in ghisa
Termosifoni in ghisa
 

Sono i classici termosifoni tradizionali, ancora presenti in molte abitazioni italiane, costruite sino a 20-30 anni fa. Attualmente non sono quasi più venduti, essendo stati sostituiti da soluzioni generalmente più efficienti, in particolare con gli attuali sistemi di produzione del calore.

E' opinione diffusa che con questo tipo di radiatore una caldaia a condensazione non riesca a fornire miglioramenti di rendimento. Benché ciò sia vero in alcuni casi, in molti altri le cose stanno diversamente.

E' sicuramente vero che si tratta di radiatori con un'alta inerzia termica, sviluppati per lavorare con un ampio delta di temperatura (rispetto all'ambiente da riscaldare), e impiegati di solito con le vecchie caldaie tradizionali la cui temperatura di lavoro si aggirava sui 70-75 gradi. Questa non sottovalutabile inerzia termica ne determina tempi di risposta "rallentati" rispetto alle temporanee esigenze dell'ambiente, cosa che alla fine, a seconda delle situazioni, può tradursi in minori livelli di comfort e consumi parzialmente superiori.

Quello che invece non è vero è che il loro impiego con una caldaia a condensazione sia sempre da evitare.

Il motivo è che, nonostante l'alta inerzia, che rimane comunque un punto a sfavore, in moltissime abitazioni italiane i progettisti li hanno impiegati in dimensioni "maggiorate" rispetto alle reali esigenze dell'ambiente. Sono tali dimensioni che ne permettono l'utilizzo a temperature inferiori a quelle per cui erano stati progettati, temperature a cui una caldaia a condensazione riesce a fornire dei significativi aumenti di rendimento.

E' però chiaro che tale possibilità dipende anche dagli altri fattori che entrano in gioco. Perché il loro utilizzo con una caldaia a condensazione sia efficace l'immobile in cui sono impiegati deve avere un sufficiente livello di isolamento termico. Inoltre la loro efficacia non sarà la stessa durante tutto l'arco dell'anno. Nei periodi più freddi, specialmente nei climi rigidi, sarà inferiore perché la caldaia dovrà probabilmente lavorare a temperature superiori, cosa che ne diminuisce il rendimento.

Le situazioni in cui l'utilizzo di questi termosifoni è da evitare, sono quindi quelle in cui le dimensioni degli stessi sono appena sufficienti per le esigenze dell'ambiante pur lavorando alla temperatura per cui erano stati progettati, e in cui gli immobili che li ospitano hanno uno scarso isolamento termico, in particolare se situati in climi rigidi.
 

Termosifone in alluminio
Termosifoni in alluminio
 

Sono attualmente i più diffusi, dato anche il costo relativamente contenuto. Sono particolarmente leggeri e offrono una bassa inerzia termica. Sono quindi particolarmente indicati per l'utilizzo con le caldaie a condensazione.

La bassa inerzia termica rende possibile un utilizzo "istantaneo", nel senso che l'accensione del sistema nei momenti in cui l'ambiente, raffreddatosi, ha bisogno di un apporto di calore, comporta il rilascio quasi istantaneo del calore, grazie al breve tempo impiegato dal termosifone per raggiungere la sua temperatura ottimale di esercizio.

Questa caratteristica è particolarmente importante, soprattutto in ambienti soggetti a sbalzi termici di un certo livello. In questi casi, di fatto molto comuni, l'ambiente può raffreddarsi o riscaldarsi piuttosto velocemente, a causa della comparsa o dell'assenza di diverse fonti di calore secondarie. Una camera può ad esempio diminuire la sua temperatura di diversi gradi entro breve tempo, a causa dello spostamento del sole da una posizione in cui i raggi colpiscono una finestra della camera, ad un una in cui non riescono più a raggiungerla. Parimenti altre fonti di calore possono contribuire, ad intermittenza o per certi periodi, ad apportare non indifferenti quantità di calore. Basti pensare a tutti i diversi elettrodomestici utilizzati in una abitazione, così come la presenza di un certo numero di persone.

In tutte queste situazioni, per mantenere costante la temperatura dell'ambiente, si rende necessario un sistema in grado di reagire velocemente alle variazioni dell’apporto delle fonti di calore, un sistema quindi a bassa inerzia termica, come appunto i termosifoni in alluminio. Diversamente, a causa del ritardo con cui il sistema riesce a immettere calore nell'ambiente, oppure riesce a cessare di immetterlo, si rischierà di avere dei momenti in cui l'ambiente sarà sensibilmente più freddo o più caldo, di quanto non debba esserlo per avere un comfort ottimale.

Per questa ragione, e contrariamente a quello che molti credono, i termosifoni in alluminio possono costituire in diverse situazioni, una soluzione più indicata per l'uso con le caldaie a condensazione, che non i pannelli radianti a pavimento. Chi volesse approfondire la questione, può fare riferimento a un apposito studio con test effettuato dalla Global Spa: Riscaldare e risparmiare.

Dalla parte dei termosifoni in alluminio, sta infine il vantaggio di poter essere impiegati nella maggior parte delle ristrutturazioni, grazie al fatto di non richiedere spazi ulteriori, se non quelli già esistenti e occupati dagli attuali termosifoni.

Termosifone in acciaio
Termosifoni in acciaio

Dal punto di vista del rendimento sono molto simili a quelli di alluminio, pur avendo una inerzia leggermente più alta. Nonostante il costo superiore, la loro diffusione è in continuo aumento.

Sono particolarmente indicati per l'uso con le caldaie a condensazione e risultano una ottima scelta nelle ristrutturazioni dato che consentono di utilizzare lo spazio già riservato ai vecchi termosifoni. Come per quelli in alluminio, l'altezza dovrà però essere aumentata per ottenere una superficie efficace per l'uso con una caldaia  a condensazione. Rispetto a quelli in alluminio, hanno il vantaggio di poter essere dei veri elementi di arredo, oltre che funzionali, motivo per cui sono disponibili in una grande quantità di modelli e dimensioni.

Pannelli radianti a pavimento per caldaie a condensazione o pompe di calore
Pannelli radianti a pavimento

E' la soluzione che, assieme ai pannelli a soffitto e a parete, presenta la più ampia superfice di irraggiamento, e che di conseguenza richiede teoricamente le più basse temperature di mandata dell'acqua dell'impianto. Per questo è una soluzione interessante per l'uso con una caldaia a condensazione.

Di contro presenta però una alta inerzia termica, e quindi lunghi tempi di risposta del sistema rispetto alle esigenze momentanee dell'ambiente. Cosa che non di rado si traduce in un tempo di funzionamento durante la giornata più lungo di quello realmente necessario e in una non costante temperatura degli ambienti riscaldati, che può essere soggetta anche a sensibili sbalzi termici. Per questo motivo il suo impiego deve essere valutato caso per caso, anche in ragione della presenza di altre fonti di calore non costanti, dell'esposizione della casa, cosìcome di altri fattori.

A parte l'ampia superficie radiante, un vantaggio di questa soluzione è l'ingombro nullo dei corpi radianti, che essendo annegati nel pavimento lasciano disponibile tutto lo spazio dell'ambiente, al contrario dei termosifoni, che benché limitati ad appositi spazi, sottraggono superficie agli ambienti in cui sono installati.

Pannelli radianti a parete
Pannelli radianti a parete
 

E' una soluzione poco diffusa ma, in certi casi molto interessante, perché assomma le caratteristiche positive dei radiatori in alluminio o acciaio da una parte e quelle dei pannelli a pavimento, dall'altra.

Come i primi presenta infatti una bassa inerzia termica, sicuramente inferiore a quelle dei pannelli a pavimento. La ragione principale è che i pannelli a parete sono separati dall'ambiente da riscaldare da uno strato di materiale che ha spessore e massa inferiore a quella posseduta dal pavimento. Per questo il calore viene immesso nell'ambiente molto più velocemente che con la soluzione a pavimento.

D'altra parte, come i pannelli radianti a pavimento, quelli a parete presentano una vasta superficie radiante, che ne permette l'utilizzo anche a temperature di mandata dell'impianto molto basse, le più indicate per una caldaia a condensazione.

Hanno però alcuni svantaggi. Il primo è dato dall'ingombro che la soluzione richiede. Contrariamente ai pannelli a pavimento, quelli a parete non sonno annegati nella parete stessa, ma solo appoggiati su questa, e ricoperti con un apposito spessore, cosa che comporta una sottrazione di spazio all'ambiente in cui sono installati.

Altro svantaggio è dato dal crollo di rendimento nel caso alla parete in questione venga addossato un mobile, che essendo generalmente di legno, costituisce una insormontabile barriera isolante che trattiene il calore nella parte invece che comunicarlo all'ambiente. Cosa questa che in molte situazioni finisce per limitare non di poco le possibilità di arredamento della camera stessa.

A questi due svantaggi principali, si aggiunge l'attenzione che è richiesta quando nella parete di installazione vengono praticati fori o piantati chiodi, operazioni che se non eseguite nella maniera corretta possono anche comportare una perforazione dei condotti del pannello o dei tubi di approvvigionamento, con conseguenti problemi.

E' infine da tenere presente che nel caso si voglia installare i pannelli su una parete esterna, questa, deve presentare un buon livello di isolamento, diversamente il calore tenderà a passare all'esterno, invece che confluire nel locale da riscaldare.

 

PAnnelli radianti a soffitto
Pannelli radianti a soffitto
 

E' una soluzione che in diversi casi può essere molto interessante, perché accomuna una bassa inerzia termica, con una ampia superficie radiante e quindi con utilizzo a basse temperature di mandata.

Inoltre, diversamente dai pannelli a parete, non riduce le possibilità di arredamento. Al contrario, essendo costituita da uno spessore (cartongesso + lastra isolante), permette di abbassare i soffitti, operazione questa che riducendo il volume dell'ambiente contribuisce a diminuire i consumi di riscaldamento. Inoltre evita la comparsa di muffe e/o macchie sul soffitto, perché impedisce la condensazione del vapore in tale zona.

Nonostante solitamente richieda la realizazione di un'apposita impalcatura di sostegno, tra le soluzioni ad ampia superficie radiante, è quella che accomuna i vantaggi di tutte, con poco/nullo ingombro e bassa inerzia termica.
 

Ventilconvettore
Ventilconvettori

 

Si tratta di sistemi che riscaldano l'aria dell'ambiente, mettendola in contatto al loro interno con elementi in cui circola l'acqua dell'impianto. L'aria viene "forzata" all’interno attraverso ventole azionate da motori elettrici. Il tipo più diffuso è quello poggiato sul pavimento a vista, ma ne esistono di molti altri tipi: a soffitto, canalizzati, etc.

Hanno una inerzia termica molto bassa, e sono quindi particolarmente indicati in quei casi in cui è necessario rispondere velocemente alle esigenze termiche del momento. Necessità che si presenta nelle situazioni di ambienti soggetti a considerevoli escursioni termiche, o quando dei locali devono essere riscaldati in breve tempo, come ad esempio succede con le case utilizzate saltuariamente, che rimangono chiuse per periodi anche lunghi.

E' una soluzione non di rado sottovalutata, a causa di alcune ragioni, che in realtà sono più che altro pregiudizi. Una è dovuta alla rumorosità dei convettori, causata dalle ventole elettriche in essi impiegate. Attualmente i costruttori, grazie all'utilizzo di particolari motori elettrici, hanno abbassato la rumorosità a livelli appena percepibili.

Tali motori, nei modelli migliori, presentano inoltre una modulazione di potenza continua, che permette di utilizzarli a velocità anche molto basse, cosa che diminuisce ancora di più la rumorosità così come diminuisce il consumo di energia elettrica, già peraltro basso.

Altra ragione spesso addotta a sfavore di tale soluzione, sottolinea come l'aria dei locali in cui viene impiegata sarebbe particolarmente soggetta alla presenza di polveri e batteri. Anche per questo problema i costruttori sono intervenuti adottando soluzioni particolarmente sofisticate, basate sull'utilizzo di due filtri in sequenza. Mentre il primo, di tipo meccanico, trattiene le particelle di polvere più grosse, il secondo, un filtro elettrostatico a campi ionizzanti, cattura le particelle più piccole e restituisce un'aria completamente priva di inquinanti. Un'altra soluzione adottata da alcuni costruttori consiste nell'utilizzo di lampade germicide che eliminano gli agenti patogeni dell'aria, a volte accoppiate ad un filtro a ioni negativi, che trattiene eventuali particelle ancora presenti nell'aria.

E' bene comunque ricordare che benché le soluzioni tecnologiche adottate negli anni dai costruttori ne abbiamo migliorato sempre più funzionalità e durata di vita, nondimeno i ventilconvettori rispetto ai classici termosifoni richiedono maggiore manutenzione e presentano comunque una vita più breve.

Termoconvettore
Termoconvettori

 

Il principio di base è lo stesso di quello dei ventilconvettori, con la differenza che l'aria dell'ambiente non viene forzata da ventole, ma circola al loro interno per semplice convenzione.

Il vantaggio principale rispetto ai ventilconvettori è l'assenza di motori elettrici e parti meccaniche in movimento, che da una parte ne fanno una soluzione assolutamente silenziosa, e dall'altra riducono le necessità di manutenzione. Hanno però lo svantaggio, a parità di altri fattori, di essere un po' meno veloci nel riscaldare un determinato ambiente, data la minore circolazione d'aria che il loro uso comporta, cosa che indirettamente incide anche sulle possibilità di regolazione del calore stesso.

Altro svantaggio, sempre rispetto ai ventilconvettori, è l'impossibilità di utilizzarli come terminali per il raffrescamento degli ambienti nei mesi caldi.

 

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