Caldaie a condensazione: si confermano le meno inquinanti

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Un interessante risultato, che riguarda particolarmente da vicino le caldaie a condensazione, arriva dallo studio comparativo sui livelli di inquinamento prodotti da metano, GPL, legna, pellet e gasolio, che è stato condotto da INNOVHUB SSI. Presso tale realtà, la Stazione Sperimentale per i Combustibili di Milano, si è infatti condotto uno studio sperimentale, con l'intenzione di confrontare i diversi livelli di inquinamento prodotti dai differenti tipi di combustibile e tecnologie più utilizzati per il riscaldamento.

I risultati dello studio sono stati poi presentati in un corso di un meeting organizzato da Anigas e Assogasliquidi. Nel corso della presentazione, Alberto Montanini, Presidente di Assotermica, ha evidenziato quanto studi come quello in oggetto, abbiano una importanza fondamentale nello sforzo di raggiungere gli obbiettivi che l'Unione Europea si è posta in tema di tutela dell'ambiente e che tra l'altro prevedono la riduzione del 50% delle emissioni inquinanti entro il 2030.

Lo studio, come si diceva, è particolarmente interessante riguardo alle caldaie a condensazione e in più generale riguardo a tutte le caldaie funzionanti a gas, perché dimostra come queste abbiano un livello di emissioni di Monossido di Carbonio (CO) inferiore da 3 a 6 volte rispetto a quelle del pellet e inferiori di addirittura 100 volte rispetto a quelle della legna. Inoltre, sempre le caldaie a GAS presentano una emissione di particolato in pratica nulla rispetto a quella del pellet. Tali eccellenti prestazioni non son invece raggiunte dalle caldaie a Gasolio, che quindi si confermano una scelta non particolarmente felice per chi ha a cuore la tutela dell'ambiente, i particolare a causa dell'alto livello di emissione di anidride solforosa.

Considerando il fatto che secondo l'ENEA, il sistema attuale di norme, politiche e misure in tema di riscaldamento e impatto ambientale, non permetterebbe rimanendo quale è, il raggiungimento degli obbiettivi europei entro la data prevista, si capisce quanto studi quali quello in questione, siano essenziali. Sono infatti la base su cui fondare, tra le altre cose, una azione di comunicazione vasta e strutturata, sia presso la popolazione, sia presso enti pubblici e aziende, che abbia come obbiettivo l'indirizzare le scelte prese a vari livelli, verso i sistemi e le tecnologie più adatte per una efficace tutela dell'ambiente.

E' possibile scaricare l'intero studio in formato PDF utilizzando questo link.

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